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AdventurAfrica Workshop Fotografici


ColorThink
Gruppo F/64
E' impossibile parlare di fotografia moderna senza parlare della rivoluzione tecnica e culturale introdotta da Ansel Adams e dal Gruppo f/64 a partire dai primi anni '30. Fino a quel momento la fotografia era appannaggio di pochi artisti che la praticavano piu' come un'arte grafica attraverso la quale esprimere il proprio senso estetico, che come tecnica al servizio si di una visione artistica, ma assoggettata alle regole di un procedimento prevedibile e ripetibile. Con il manifesto dei sette membri fondatori del gruppo f/64, pubblicato in occasione di una mostra al M.H. de Young Museum di San Francisco, nasce, il 5 Novembre 1932, la fotografia moderna.
Ansel Adams, Clearing Winter Storm, Yosemite National Park, 1944.
Esempio tipico della ricerca di qualita' e chiarezza d'immagine praticata dagli esponenti del gruppo f/64.
Il ripudio sprezzante del Pittorialismo e della pretesa che la fotografia dovesse emulare il dipinto, per averne la stessa dignita' artistica, colloca il Gruppo f/64 in una posizione di avanguardia che potra' essere sostenuta nel tempo solo attraverso la creazione di nuovi strumenti a supporto dell'idea che sta alla base del manifesto: la necessita' cioe' di rappresentare la realta' attraverso un procedimento fotografico puro, caratterizzato da estrema qualita' e chiarezza d'immagine. E' solo attraverso il costante lavoro di Ansel Adams e dell'introduzione del Sistema Zonale nel 1941, del passaggio dall'esposimetro a luce incidente a quello a luce riflessa e dell'applicazione della densitometria allo sviluppo e alla stampa, che si giunge finalmente a consegnare nelle mani di ogni aspirante fotografo un metodo fotografico sistematico, prevedibile, ripetibile e soprattutto insegnabile su larga scala. Con la pubblicazione della celebre trilogia "La Fotocamera", "Il Negativo" e "La Stampa", nella quale divulga tutti i dettagli della sua tecnica, Ansel Adams si consegna alla storia come il primo e il piu' grande istruttore di fotografia. Da Ansel Adams in poi, superato il problema della scarsa prevedibilita' del risultato dello scatto fotografico, la fotografia diventa una potente ma docile tecnica che chiunque puo' apprendere e mettere al servizio della propria sensibilita' artistica. Con i suoi scritti Ansel Adams segna l'abbandono della custodia gelosa del sapere e da' inizio alla tradizione americana, e Californiana in particolare, dell'insegnamento e della condivisione della tecnica fotografica. Da Ansel Adams ai tempi nostri, passando per nomi quali Galen Rowell e Mac Holbert, questa tradizione non si e' mai interrotta. Al contrario negli Stati Uniti, dove storicamente la fotografia e' considerata arte molto piu' che in Europa, la domanda e l'offerta di corsi di fotografia, organizzati con il modello del Workshop, e' cresciuta esponenzialmente raggiungendo livelli imprevisti con l'avvento dell'era digitale. In America oggi si tengono Workshop di tutti i tipi. Dalla ripresa sul campo, al nudo in studio, dalla stampa digitale all'astrofotografia, l'offerta e' vastissima e la domanda sembra non conoscere flessione.
In Italia invece, la popolarita' del concetto di Wokshop fotografico e' molto recente e non ha nulla a che vedere con il fenomeno di massa registrato negli Stati Uniti. Da noi si registra una resistenza culturale difficile da capire. Ritengo, infatti, che non esista nulla di piu' formativo e stimolate del ritrovarsi all'interno di un piccolo gruppo omogeneo di persone che condividono gli stessi interessi e gli stessi obiettivi didattici, guidati da un fotografo di provata esperienza e competenza, non solo tecnica ma anche, e forse soprattutto, d'insegnamento.

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Gestione Colore
"Sul monitor di casa le foto sono belle, ma su quello dell'ufficio hanno una dominante blu e sembrano sovraesposte".
"Ho portato a far stampare le foto dell'ultimo viaggio ma sono venute tutte troppo verdi".
"Ho provato anche a stamparle a casa con la mia stampantina, ma non riesco a farle venir fuori come le vedo sul monitor".
Tutto cio' vi suona famigliare?
Considerate questo esempio: immaginate di chiamare un vostro amico in Giappone e di chiedergli, al telefono, di portare un litro d'acqua distillata alla temperatura di 56 gradi Celsius. Non avrete alcun dubbio che, data una bilancia, un semplice fornellino e un termometro, il vostro amico riuscira' a eseguire alla perfezione il facile compito.
Ora immaginate di avere tra le mani una piastrella di un bell'arancione salmonato e di chiedere al vostro amico, sempre collegato telefonicamente dal Giappone, di creare un nuovo documento in Photoshop e di colorarlo dello stesso arancione salmonato della piastrella che avete davanti agli occhi. Le cose si complicano, vero? Anzi, detto cosi' pare proprio impossibile.
In questi pochi esempi e' riassunta l'essenza della gestione colore, che nasce negli anni 90 con la diffusione esplosiva dei personal computer, e permette di comunicare, in modo inequivocabile e non soggettivo, informazioni di colore tra operatori e macchine diverse.
Con il tempo la gestione colore e' diventata uno standard industriale e, grazie ad accordi intercorsi tra i grandi protagonisti della tecnologia del colore, oggi e' possibile utilizzare un "flusso di lavoro gestito" che garantisce prevedibilita', riproducibilita' e comunicabilita' ai colori delle nostre immagini, dalla ripresa alla stampa.
In pratica la gestione colore per il digitale e' l'equivalente, rivisitato dopo 50 anni, di cio' che il Sistema Zonale e' stato per la pellicola ai tempi di Ansel Adams.
Oggi non e' possibile orientarsi e muoversi professionalmente nel campo dell'imaging digitale senza un solida comprensione della gestione colore e l'impiego di una serie di procedure atte a mantenere i colori delle nostre immagini controllati e riproducibili.
La gestione colore non e' un'opinione, e' una tecnica che si basa su una scienza esatta e una tecnologia matura eppure, nonostante questo, essa rimane spesso un argomento poco compreso, se non addirittura ignorato o temuto.
Projection of the AppleRGB color space in the CIELab space.
Concetti quali la differenza tra modo colore, spazio colore e profilo colore, la stampa RGB o CMYK, il gamut di un dispositivo, lo spazio CIELab, la calibrazione dei monitor, i settaggi colore di Photoshop, la conversione RAW e i profili per la stampa, creano spesso confusione e frustrazione in chi affronta questi temi per la prima volta.
Eppure, maneggiare colori su un computer senza conoscere la gestione colore e' come usare una carta geografica senza scala di misura. Possiamo calcolare che la distanza tra due punti sulla mappa e' 500, ma se non sappiamo che quel numero -500- rappresenta metri, chilometri o miglia nautiche, quell'informazione non ci sara' di nessuna utilita'.
La gestione colore in pratica e' una metrica del colore e se compresa a fondo permette ai fotografi di ogni livello un impressionante salto di qualita'.
Essa permette infatti un controllo accurato di ogni fase del processo fotografico, dalla ripresa alla post-produzione, fino all'output di stampa.
In fase di ripresa la gestione colore ci permette di scegliere lo spazio colore piu' appropriato alle nostre esigenze, se stiamo scattando in formato JPG, oppure di rimandare ogni decisione a piu' tardi se stiamo scattando in RAW. Nel momento in cui importiamo i file sul computer, avere delle impostazioni colore corrette in Photoshop (o in Lightroom, Aperture o CaptureOne) ci permette di aprire i nostri file digitali senza perdita o modifica dei colori originali. Questo ovviamente richiedera' al contempo un monitor accuratamente calibrato e profilato, cosa che a sua volta richiede l'impiego di un colorimetro o (meglio…) di uno spettrometro. L'editing delle immagini in Photoshop, Lightroom o Aperture, richiede ancora l'uso di un monitor calibrato e profilato e un flusso di lavoro accuratamente gestito. Infine, per la stampa fine-art sara' indispensabile l'uso dei profili colore delle stampanti che andremo ad utilizzare (lightjet, o inkjet).
Tutto questo apparato hardware, software e procedurale non puo' essere utilizzato a pezzi. Tutto deve essere presente contemporaneamente e utilizzato di concerto per garantire risultati accurati. Se avremo la pazienza di comprendere a fondo ogni fase della gestione colore e di gestire accuratamente il nostro flusso di lavoro RGB, i risultati saranno superiori a quanto ottenuto precedentemente e, soprattutto, saranno prevedibili e ripetibili.
Spetta a noi diventare esperti di gestione colore e mettere questa tecnologia al servizio della nostra visione artistica.

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Workshop
I Workshop fotografici sono pensati e organizzati per espandere e approfondire le conoscenze dei partecipanti attraverso un'equilibrata presentazione di contenuti pratici e teorici. Partecipando a un Workshop si imparera' non solo dall'insegnante ma anche, molto, dall'interazione con gli altri partecipanti e a seguito dell'essere, per cosi' dire, -forzati-, a riflettere ad alta voce sul nostro personale modo di fotografare. La dinamica del gruppo promuove l'esperienza diretta e il confronto costruttivo attraverso cui ognuno potra' trovare spunti personali di riflessione e affinare le proprie capacita'. Proprio perche' riteniamo che il Workshop sia un mezzo molto efficace per approfondire le proprie conoscenze, riteniamo anche che ad esso occorra prepararsi adeguatamente, ponendosi degli obbiettivi didattici chiari e stabilendo a priori che cosa si vuole imparare. In pratica riteniamo molto utile avere una risposta pronta, meditata e non banale, alla domanda: "Che cosa desideri ottenere dalla partecipazione a questo Worskhop?". Dopo aver deciso di partecipare a un Workshop occorre iniziare anche a chiedersi che tipo di corso si desidera. Vogliamo un corso di uno o piu' giorni? Vogliamo che qualcuno ci accompagni in un posto fotograficamente interessante e li' ci lasci fotografare tranquillamente per i fatti nostri, oppure vogliamo qualcuno che ci guidi passo a passo, dalla scelta dell'inquadratura fino allo scatto? Vogliamo un corso molto pratico o piu' teorico? Un corso di ripresa, di post-produzione, di stampa fine-art oppure di gestione colore? Vogliamo un programma che unisca il piacere del viaggio all'opportunita' di fotografare in posti da sogno, o preferiamo un corso in aula nella nostra citta'? Queste, e mille altre, sono le domande alle quali occorre rispondere per iniziare a orientarsi nella crescente offerta di Workshop che si possono trovare navigando su Internet.
Un altro aspetto critico e' la scelta del fotografo che ci guidera' durante il Workshop. Col tempo ogni fotografo professionista si specializza in un determinato tipo di fotografia, quindi sara' importante scegliere un fotografo esperto nel tipo di fotografia che intendiamo approfondire. Inoltre, per la buona riuscita di un Workshop, e' fondamentale la capacita' di insegnare e trasmettere, in modo chiaro e comprensibile, concetti e tecniche anche complesse e occorrera' quindi scegliere fotografi che siano non solo bravi "tecnici", ma anche validi comunicatori.
Il modo migliore per valutare un'insegnante e' quello di iniziare da un'approfondita ricerca su internet. Cercate traccia dei suoi lavori, cercate articoli che siano stati pubblicati su importanti siti di fotografia, cercate delle pagine che parlino di lui/lei, senza essere state scritte da lui/lei stesso/a, o da qualche amico compiacente o partner in business. Cercate, se esistono, delle recensioni (si chiamano testimonials, in inglese) scritte da altri partecipanti prima di voi, che forniscano una valutazione obbiettiva delle capacita' tecniche e didattiche del fotografo "in esame". Per essere credibili i testimonial, devono essere firmati e riportare chiaramente l'email della persona che l'ha scritto, in modo che quella persona possa essere contattata privatamente ed eventualmente richiesta di un parere all'insaputa del fotografo stesso.
Svolgete le vostre ricerche, non abbiate timore di chiedere e indagare; il mercato dei Workshop e' un mercato vero e proprio, aperto e competitivo. L'offerta e' ampia e variegata e, come clienti, avete il sacrosanto diritto, diremmo quasi il dovere, di fare scelte consapevoli e informate.

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I nostri Workshop fotografici sono tenuti direttamente da noi.
Non staremo a tediarvi con l'elenco delle nostre credenziali, per di piu' scritte inelegantemente da noi! Riteniamo che il nostro lavoro, svolto con passione in 10 intensi anni di attivita' in California parli per noi e meglio di noi.
Troverete abbondanti riferimenti del nostro lavoro sul web e alcuni dei nostri articoli sono pubblicati sul sito www.outbackphoto.com. La Giorgio Trucco Photography (www.giorgiotrucco.com) e' una societa' di consulenza nel campo dell'Imaging Digitale e tra i nostri clienti piu' illustri ci limitiamo a citare la Farmani Gallery, il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, la Calypso Imaging (ora assorbita dalla West Coast Imaging) nonche' i fotografi Jeff Dunas, Jonathan Exley (fotografo ufficiale di Michael Jackson), Jesse e Micah Diamond e l'artista Pascal Giacomini.
La nostra specialita' e' la fotografia naturalistica unitamente alla gestione colore.

I nostri Workshop sono corsi informali e intensivi di fotografia naturalistica (fotografia cioe' di animali e paesaggio) e gestione colore. Durante i game drive e i safari ci concentreremo sulle tecniche di ripresa di animali selvatici in ambienti naturali. Discuteremo a fondo di:
    tecniche di pre-visualizzazione uso della luce e teoria dell'esposizione tecnica di ripresa con i superteleobiettivi e i fasci proiettati di luce flash controllo dell'esposizione attraverso gli istogrammi, utilizzando il RAW e altri formati teoria e pratica della composizione per la fotografia di paesaggio e per il ritratto ambientato di animali nel loro ambiente naturale strategie di braketing e uso corretto della macchina foto per la ripresa naturalistica approccio creativo alla fotografia e come sviluppare uno stile personale
Quando non saremo attivamente impegnati nella ripresa, tipicamente nelle ore piu' calde del giorno e alla sera, ci concentreremo sul lavoro di post-produzione, approfondendo le tematiche relative alla gestione colore, all'acquisizione dei file digitali e al loro trattamento all'interno di un flusso di lavoro gestito.
Tratteremo approfonditamente questi temi:
    Introduzione alla gestione colore Il modello colore RGB Lo spazio colore CIELab ll flusso di lavoro RGB Scelta degli spazi colore Differenza tra spazi colore e profili colore Uso dei profili colore Calibrazione del monitor Profili colore per l'output di stampa Architettura di gestione colore in Photoshop Impostazione colore in Photoshop Analisi e interpretazione dell'istogramma di un file digitale Uso dei layer in Photoshop Conversione dei file RAW Uso delle curve per l'impostazione del punto bianco e punto nero di un'immagine Uso delle curve in modo di fusione -luminosita'- per la correzione locale e globale del contrasto Correzione cromatica globale e locale Un approccio creativo alla mascheratura e alla bruciatura dei bordi Software per lo sharpening Creazione di un master file Sharpening dipendente dall'output Corrispondenza tonale tra stampa e monitor La stampa fine-art con l'uso dei profili colore
Durante i nostri corsi saremo costantemente a vostra disposizione per fotografare CON VOI, e non PER NOI.
Spesso infatti si vedono fotografi piu' impegnati a scattare per se' stessi che ad assistere e aiutare i partecipanti dei loro Workshop. E' gia' molto difficile assicurare un equo livello di attenzione a tutti i partecipanti, soprattutto in quei momenti "caldi", nei quali magari si assiste a un'opportunita' fotografica inconsueta e fugace. Se in quei momenti il fotografo e' impegnato egoisticamente dietro la sua macchina foto, si perde completamente il concetto stesso di Workshop guidato.
Riteniamo quindi che durante un Workshop il fotografo dovrebbe quasi sempre lasciare nella borsa la sua attrezzatura, dedicandosi completamente alla fotografia dei suoi clienti.
Noi, da sempre, facciamo cosi'.

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Che cosa si impara?
Il miglior modo per evitare le delusioni e' quello di nutrire aspettative realistiche.
Se pensate che partecipare a un Workshop fotografico fughera' tutti i vostri dubbi, probabilmente rimarrete delusi.
Se qualcuno vi promette che partecipando al loro Workshop imparerete a fotografare come un professionista in pochi giorni, sicuramente vi sta prendendo in giro.

La fotografia e' un misto di "occhio" e tecnica. La tecnica puo' senz'altro essere appresa attraverso lo studio, la lettura di libri e manuali e partecipando a Worskshop e seminari, ma "l'occhio", o la sensibilita' fotografica, e' un processo incrementale in parte innato e in parte acquisito attraverso anni di pratica e tentativi.
Nessun Workshop puo' sostuire il percorso personale di costruzione della sensibilita' fotografica, ma un buon Workshop vi fornira' degli stimoli per crescere e migliorare, e vi dara' nuovi strumenti per espandere il vostro universo fotografico, fermo restando che passione e perseveranza saranno -sempre- i vostri migliori maestri.

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